"La televisione è un'invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa" David Frost
telefilm…che passione!!!
Decima serie; prima puntata ; ieri sera, Rai Due
E.R.
dove eravamo rimasti???
ah, si… Carter è tornato dall’Africa; torna da Abby, ma lei, guarda un po’ è arrabbiata con lui, …
voi c’avete capito nulla di Abby e della sua storia con Carter?
io, niente!!! appunto per questo mi piace!![]()
la Emergency Room è nel caos più totale: un classico… lavori in corso; la Wivwer incazzata
nera… un altro classico; Susan in bagno con l’ex-marito a fare …chissà cosa?; i 2 tipi all’accettazione stronzi e simpatici come sempre; Romano oramai definitivamente col braccio “in vacanza” più cinico e arrabbiato che mai; e poi Gallan, Gin Mei ; (…) e la nuova tirocinante indiana, molto carina e brava… e poi, il colpo di scena:
Kovac morto in Africa????
…ecco - pensi - decima serie, ma lo stesso , magnifico, telefilm di sempre!!!
che meraviglia!!!!!
Carter riparte, torna in Africa per recuperare Kovac morto.
Contemporaneamente si ritorna indietro di 20 /17 giorni, sulle tracce di Luka(quanto è sexy Luka, pure con un piede nella fossa, …nessuno!!!
) e di quello che gli è successo.
Un’Africa tormentata, violentata, insanguinata, stuprata… dalla violenza umana.
Ma Luka sopravvissuto dà luce, speranza ad uno scenario raccapricciante…certo da telefilm, ma quanto lontano dalla cruda realtà ???![]()
p. s. telefilm come questi, se non ci fossero…
bisognerebbe inventarli!!!![]()
sindrome ...biscottino!
Sono appena rientrata da lavoro e sono in camera a cambiarmi, l'armadio è aperto e sbirciando tiro fuori un vestitino che non indosso da un paio d'estati, anche perchè la gonna si è ridotta(o io mi son allargata!
) ma la giacca di tulle trasparente è fighissima;
sono di fronte allo specchio etnico appeso alla parete,... a rimirar cotanta beltĂ e panza che straborda dalla gonna...
...quando dalle casse dello stereo, ovviamente acceso, escono delle note assolutamente trascinanti e irresistibili, ecco..., non posso far altro che iniziare ad agitarmi seguendo il ritmo ormai familiare, continuando a guardarmi nello specchio, agitando prima le spalle, poi il bacino, poi agitandomi col sorriso, uno strano sorriso e poi quando "you're the first,..." esplode, io con lei, come una invasata, come... biscottino!!!
...saltello, ballo, mi agito, semisvestita ...
oramai la "sindrome biscottino" mi ha contagiata, barry e la sua you're the first mi hanno travolta!!!
crollerò solo alla fine della canzone, col solito sorriso idiota stampato sul viso!!!!![]()
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p.s. le puntate di ally mcbeal sono state spostate al sabato alle 19,
...mai errore piĂą grave fu quello di cedere il posto ad un enrico papi!
mi chiedo :chi è quel genio che ha deciso questa sostituzione??????????![]()
il mio regno…per una fattoria!!! 2 -
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cagareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!
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il mio regno…per una fattoria!!!
Il pomeriggio di Rai 1 è stato contrassegnato in questi mesi estivi dal costante appuntamento con le “Sorelle McLeod”, (titolo originale della serie: McLeod's daughters; regia: Karl Zwicky; sceneggiatura: Dave Warner
con: Bridie Carter, Lisa Chappell, Myles Pollard, Aaron Jeffery, Racheal Carpani, Fletcher Humphreys ) serie interessante dal vago sapore country che mescola trame vicine alle migliori soap opera a riprese e un gusto scenico patinati.
Gli intrecci amorosi e familiari di un ranch australiano (la serie è infatti originaria dell'emisfero meridionale, ma dal punto di vista qualitativo non ha nulla da invidiare a tante produzioni statunitensi) vengono esplorati in lungo e in largo con interpreti belli ma contemporaneamente abbastanza bravi ed efficaci nella caratterizzazione, spesso torrida e sanguigna come in ogni western che si rispetti, dei personaggi. Le sorelle McLeod (o le figlie di McLeod, come titola in originale il telefilm) sono infatti in realtà solo due dei molti personaggi che compongono il cast della serie, che gioca le proprie carte sul confronto-scontro tra personaggi che, a 400 chilometri dalla città , si dimostrano decisamente più sanguigni e passionali.
La serie televisiva "McLeod's Daughters" è stata girata a partire dal 1999 nel Sud dell’Australia, giunta alla quarta serie, il programma trae origine da un film per la TV dal titolo "McLeod's Daugthers" girato nel 1996 e andato in onda anche in Italia con il titolo "Le figlie di McLeod"; ideatrice e produttrice,sia del film che della serie televisiva, è Posie Graeme Evans che nel 2001, dato il grande successo del telefilm in Australia, ha ricevuto il premio di "produttore dell'anno" dalla Screen Producers Association of Australia's independent producer.
La serie racconta le avventure di due sorellastre che dopo la morte del padre si ritrovano a gestire la fattoria di famiglia.
Claire, la figlia maggiore, nacque dalla prima moglie di John McLeod (detto Jack) che morì durante il parto; Tess invece nacque dalla seconda moglie di Jack e dopo la separazione dei genitori si trasferì con la madre in città mentre Claire crebbe a Drovers Run insieme al padre e alla domestica Meg.
Alla morte di Jack, Claire scopre che il padre le ha lasciato solo metà della proprietà mentre l'altra parte è di sua sorella; Tess ,che da poco ha perso la madre malata di tumore, torna a Drovers Run con l'intento di vendere la sua quota a Claire e di tornare in città con i soldi per realizzare il suo sogno: aprire una caffetteria.
Arrivata a Drovers per la ragazza scopre che la proprietà è a rischio, infatti Jack aveva accumulato debiti con la banca e così Claire non le può pagare ciò che le spetta; Tess decide quindi di fermarsi a Drovers per riallacciare i rapporti con la sorella e aiutarla a risolvere i "loro" problemi economici.
Dopo la morte di Jack, i mandriani che lavoravano nella fattoria avevano iniziato a derubare le ragazze, quando Claire e Tess lo scoprono decidono di cacciarli e di mandare avanti da sole la proprietĂ ; le due donne possono inoltre contare sull'aiuto di Meg, la domestica "tuttofare", e di sua figlia Jodi, al gruppo si aggiunge anche Becky, una ragazza proveniente da una famiglia difficile e che trova a Drovers Run la serenitĂ e la stima che aveva sempre desiderato; intorno alle figure di queste cinque donne ruotano gli episodi della serie.
Ovviamente non mancano i personaggi maschili, i fratelli Ryan (Alex e Nick) figli di Liz e Harry Ryan che vivono a Killarney, una fattoria confinante con Drovers Run; Terry e Brick, due mandriani che lavorano per i Ryan e numerosi altri personaggi minori.
Questa serie è stata una felice scoperta di questa estate oramai agli sgoccioli. Raiuno continua a mandarla in onda, (chissà ancora per quanto??? temo che unavitaindiretta o il suo michelecucuzza arrivino a guastare le uova nel …cucuzzaro!!!
) il pomeriggio alle 17:15, dal lunedì al venerdì.
Io, ragazza dall’animo decisamente bucolico e agricolo, (nell’ultimo mese è come se avessi girato un po’ di puntate anch’io!
), quando per puro caso mi sono imbattuta in questo telefilm, sono rimasta affascinata più dagli sterminati paesaggi, insomma dall’ambientazione della magnifica Australia
, che dalle storie o dai personaggi, e quindi mi sono avvicinata con un po’ di “puzza al naso”…![]()
…poi, insieme alle bellezze paesaggistiche, mi sono incuriosita ad un personaggio in particolare, una delle 2 sorelle, quella bruna, Claire ( la bellissima Lisa Chappell):
occhi verdi incredibili; carattere forte; una bimba , Charlotte, meravigliosa; grande abilità nell’addestrare i cavalli; innamorata e amata da quel bel ragazzone di Alex…
…insomma, per la serie, “cosa vuoi di più dalla vita?” ![]()
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e da disattenta spettatrice, eccomi così a registrare le puntate…, a seguire gli sviluppi…, a desiderare un giorno una fattoria.........., con tutta quella terra intorno....., magari in Australia….....
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Horatio
Quando arriva sul luogo del crimine si toglie gli occhiali da sole, lancia un’occhiata al cadavere, scruta l’orizzonte con le mani sui fianchi e poi si rimette le lenti scure.
Cosa pensi, nessuno lo sa.
Forse ha capito, forse sta riflettendo da dove partire.
Più che polverine magiche e lenti d’ingrandimento, lui sfodera l’intuito, l’esperienza, il fiuto.
Annusa la scia dei sospetti, delle ipotesi, scava nel passato di vittime e conoscenti; come un segugio addenta la preda e non la molla più. Interroga gli informatori a "muso duro", pesta i piedi ai politici e alle persone in vista, pigia l’accelleratore anche a costo di fondere il motore…
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Protagonista di CSI-Miami è appunto Horatio Caine, l’attore David Caruso.
Capelli rossi, sguardo di ghiaccio, Caruso negli Usa è una star: è stato protagonista, infatti, della serie NYPD Blue.
In America, il telefilm risulta il sesto programma più visto della stagione 2002-2003 e si è aggiudicato il miglior risultato per una serie al debutto negli ultimi 8 anni di ascolti in America.
La serie si è aggiudicata inoltre un Emmy Award (per la migliore fotografia), un ASC (American Society of Cinematographers) Award e un People’s Choice Award (quale miglior serie drammatica del 2003), il premio assegnato dal pubblico americano al termine di ogni stagione.
Il cast tecnico è praticamente identico a quello di C.S.I. – Scena del crimine: la serie è ideata da Anthony E. Zuiker, Carol Mendelsohn e Ann Donahue, altresì produttori esecutivi al fianco di Jerry Bruckheimer, Nancy Miller, Jonathan Littman, David Black e Sam Strangis. Se nel telefilm originario il tema musicale era la classica Who are you degli Who, anche per lo spin-off si è scelta una canzone del gruppo di Pete Townshend (Won’t get fooled again); la colonna sonora originale è curata da Graeme Revell e David E. Russo.
Alla squadra della polizia scientifica di Las Vegas, capitanata da Gil Grissom, si affianca una nuova unità operativa. A Miami nasce CSI-Miami, ovvero il suo spin-off. Parola incomprensibile, forse, ma che significa una serie tv nata dal successo di una serie precedente. Nel primo episodio la squadra di Las Vegas deve trovare i responsabili dell’omicidio di un detective. Le indagini portano a Miami, dove Warrick e Catherine vengono affiancati dal detective Horatio Caine e dai suoi agenti. I protagonisti del nuovo telefilm compaiono in un episodio della serie precedente, che funziona così da puntata pilota.
I personaggi di Warrick Brown (Gary Dourdan) e Catherine Willows (Marg Helgenberger) fanno da trait d’union con la serie-madre.
Per le vie di Miami, Crane sguinzaglia i suoi fedeli collaboratori: la bella Calleigh Duquesne (Emily Procter) è una esperta di balistica che parla alla perfezione lo spagnolo, lingua assai utile nelle indagini per la città ; Tim Speedle (Rory Cochrane) scarpina on the road alla ricerca d’informazioni e soffiate; Eric Delko (Adam Rodriguez) è la massima autorità per cercare un ago nelle acque della Florida. Accanto a loro si stagliano le figure del coroner fuori di testa Alexx Woods (Khandi Alexander) e, soprattutto, di Megan Donner (Kim Delaney, già al fianco di Caruso in NYPD), di ritorno all’Unità di “C.S.I.” dove incontra nuovamente Crane.
“…le prove porteranno alla verità e al colpevole…” questo il refrain che accompagna ogni episodio, e il tenente Caine, Horatio, è li, in una Miami dorata e bellissimamente notturna in inquadrature mozzafiato, a far vincere la giustizia sul male, …grazie alle prove.
Se avete voglia di conoscere il mio nuovo amore sintonizzatevi il venerdì, alle 21 su italiano! ![]()
Ah, che cossè l’amoR! ![]()