"La televisione è un'invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa" David Frost
c'è fiction ... e fiction!!!

Fiction!
Si fa presto a parlare di fiction: storie di vita quotidiana, trasposte sullo schermo televisivo e divenute prodotto fruibile dal telespettatore medio.Storie di nonni, poliziotti, carabinieri, ora anche finanzieri e veterinari, ma ancor prima medici&dottoresse, figli omosessuali e tanto altro ancora...
Prodotti dalla relativa qualità, secondo chi scrive.
Altro se si parla di “fiction da esportazione”, quella de “Il commissario Montalbano”.
E' una serie a puntate (serialità breve vecchio stampo) di cui ciascuna è un tutto compiuto perché si tratta dell'adattamento televisivo di un romanzo; i romanzi quelli di Camilleri, da anni nella classifica italiana dei libri più venduti, e quelli trasposti per il piccolo schermo furono L'odore della notte, Il ladro di merendine, Gli arancini di Montalbano, La gita a Tindari, Il cane di terracotta, La forma dell'acqua, Gatto e cardellino, La voce del violino, Il senso del tatto, Tocco d'artista.
La scelta felicissima dell'attore protagonista Luca Zingaretti, che incarna perfettamente l'uomo mediterraneo schivo, solitario, con un forte senso morale, in sintonia con la spigolosità caratteriale del personaggio; una regia meticolosa, quella di Alberto Sironi, prestato dal cinema al piccolo schermo; il meticoloso lavoro di sceneggiatura ad opera di Francesco Bruni e dello stesso Camilleri, un cast di ottimo livello, fanno de “Il commissario Montalbano” una fiction di primissimo livello.
I film hanno vinto ogni volta la gara dell'audience giornaliero con medie di ascolto del 25%, più di sei milioni di telespettatori a puntata; mettendo d'accordo pubblico e critica, con un giustificato riconoscimento internazionale: diritti venduti a Germania, Francia, Svezia, America Latina, Belgio, Olanda e Spagna e la nomination agli Emmy Awards, come il miglior prodotto della fiction internazionale nel 1999.
Zingaretti è un Montalbano talmente convincente che ha permesso un’identificazione talmente profonda da impedire anche la sola idea che in futuro ci potesse essere un altro attore in quel ruolo. Ma anche i comprimari sono bravi al punto di regalare ai rispettivi personaggi quella fisionomia che Camilleri aveva loro negato sulla pagina scritta. Tutti - da Augello a Catarella, dalla fidanzata Livia alla conturbante Ingrid - non vengono quasi, nei romanzi di Camilleri, descritti fisicamente mentre la loro identità è garantita da un'abbondanza di tratti caratteriali, idiosincrasie, tic e coloriture linguistiche che si arricchiscono di romanzo in romanzo. Presi in gruppo vanno a comporre una compagnia di ruoli che ricorda il teatro dialettale: Montalbano è un primattore, Livia una prima attrice, Ingrid la seconda donna esotica e procace, Fazio l'attor giovane, Augello il brillante, Catarella il caratterista buffo. Quel commissariato dell'immaginaria Vigàta, con le sue porte sbattute e le sue entrate a effetto, somiglia proprio a un palcoscenico.
La regia - affidata ad Alberto Sironi (formazione strehleriana, esperienza di inchieste e reportages per la Rai: alla fine degli anni Settanta aveva firmato regia e sceneggiatura di due telefilm tratti dalla raccolta di racconti di Scerbanenco Cento delitti) – è attenta e quasi perfetta nella ricostruzione di un ambiente con intelligente uso degli sfondi di una Sicilia a tratti bellissima e quasi astratta(Ragusa, … Punta Secca, nella Marina di Ragusa, che diventa Marinella, le spiagge morbide e l’acqua azzurra de"La gita a Tindari" sono quelle tra Marina di Ragusa e Capo Passero, e poi Noto, Mòdica, Scicli, Ispica, Còmiso, il meglio della provincia ragusana…insomma!), oppure degradata e realistica; e così la sceneggiatura, di ottimo livello e senza cedimenti (i dialoghi sono azzeccatissimi e mai pittoreschi nella loro lingua moderatamente italo-siciliana); e così i personaggi di contorno, che quasi mai cedono alla pura funzione di coro.
Il nucleo delle storie è legato a omicidi "semplici", che però si legano con fili sottili a un'idea drammatica della vita, a storie private di banditi di provincia, a strazianti vicende umane e personali di gente piccola, travolta dalle cose.
Il commissario che scioglie l'enigma, un uomo con le sue pene e le sue malinconie, nonostante tutto proteso verso una sua idea di moralità o di redenzione, sa perfettamente che la soluzione non migliorerà il mondo: è solo un piccolo contributo alla verità.
E cosa dire del Montalbano buongustaio?e grande amatore??? 
Luca Zingaretti nella sua promozione di Alla luce del sole, ha ribadito che la prossima serie sarà l’ultima, con grande rammarico mio e di altri estimatori!
Per chi avesse ancora qualche dubbio:questa si che è fiction!!!
ERRATA CORRIGE :
un medico tra gli orsi va in onda il SABATO e la DOMENICA, stessa ora, stessa rete!!!! 
Quanta!!!!
Se la memoria non mi inganna, credo di non aver mai visto tanta neve in vita mia!!!!
…e dire che questa nevicata l’avevo tanto desiderata: è bellissimo affondare in 50 cm di neve, con tanto di stivaloni, e passeggiare guardandoti attorno, riconoscendo a stento un paesaggio oramai trasfigurato da tanta candida, perfetta, luminosissima neve!!!!
È stato un po’ come ritrovarsi in una puntata di Northern Exposure !!!!

Domenica mattina, pressoché all’alba, su Retequattro, ho intravisto una puntata di quel surreale telefilm, pieno di storie bizzarre, ma intelligente e ironico come pochi, che in Italia venne trasmesso per la prima volta nel ’96 su Rai2, col titolo "Un medico tra gli orsi".
Serial creato nel 1990 per la CBS da Joshua Brand e John Falsey, Northern Exposure (Esposizione al nord), con oltre cento episodi dal 1990 al 1994, è la storia di Joel Fleishman (interpretato da Rob Morrow), medico newyorkese neolaureato di origine ebrea, che - in cambio di una borsa di studio - deve "ripagare" i donatori (come spesso funziona negli Usa) con quattro anni di servizio gratuito.
Il caso proietta Fleishman a Cicely, sperduto paesino montano in Alaska con poco più di 800 anime, che si presenta al giovane dottore cresciuto nella metropoli liberal come una sorta di allucinante prigione da cui non riesce a fuggire. Eppure Cicely può trasformarsi nel centro dell'universo. Certo, un universo un po' particolare, come emerge dalle situazioni che accadono e dalle storie personali dei vari personaggi. A dir la verità, molto particolare è la storia stessa della città, fondata agli inizi del secolo da due lesbiche, dove nel passato hanno transitato Kafka e Lenin, e dove oggi convivono personaggi da frontiera americana, indiani nativi e di tutto un po', visitati dai personaggi più stravaganti.
Il ricco del paese è Maurice Minnifield, ex astronauta che sogna la possibilità di trasformare Cicely in un grande centro turistico. Dispotico e fragile allo stesso tempo, con un figlio coreano, ha aperto in paese una stazione radio, ingaggiando come dj Christopher Danforth Stevens.
Il dj "Chis del mattino" - questo il suo nome di battaglia - è un ex carcerato e sacerdote della Chiesa Universale della Verità e della Bellezza (grazie alla risposta a un annuncio su Rolling Stone) ma soprattutto è il filosofo del paese. Vive in una roulotte in riva al lago e discute di vita e di morte citando Kafka e Jung, leggendo Tolstoj e Baudelaire, dissertando su Nietzscbe e Kierkegaard.
Unico contatto veloce di Cicely con la capitale Anchorage è l'aereo Cessna guidato da Mary Margaret O'Connell, che vive in costante attrazione-antipatia per il dottor Fleishman. Particolarità di Maggie è la morte sicura e bizzarra di tutti i suoi numerosi fidanzati, chi ucciso da un satellite caduto in testa, chi gelato su un ghiacciaio...
Il barista è Holling Gustav Vincoeur, canadese ultrasessantenne di origini aristocratiche, che convive (senza matrimonio!) con la diciottenne Shelly Marie Tambo: una convivenza da cui nascerà anche una bambina.
Sul fronte indiano, c'è il giovanissimo mezzosangue sciamano Ed Chigliak che sogna di diventare lo Steven Spielberg o il Woody Allen indiano, e c'è l'impenetrabile e sibillina Marilyn Whirlwind, receptiorust del dottor Fleishman. E ancora Ruth-Anne Miller, che gestisce il "general store" del paese ascoltando musica classica; Adam e Eve, coppia isterica ed eremitica composta da uno chef di levatura internazionale e da una ipocondriaca maniaca; lo sciamaoo Leonard Quinbagak; e l'attivista di Greenpeace Mike Monroe (Anthony Edwards, in seguito protagonista del serial E.R. Medici in prima linea) costretto a rifugiarsi a Cicely per sfuggire all'inquinamento a causa di una rara malattia.
Vincitore, tra gli altri innumerevoli premi, di due Golden Globe (1992, 1993 Migliore serie Tv),"Un medico tra gli orsi", in Italia ha dovuto subire prima l'assolula assenza di promozione che ha caratterizzato l'uscita italiana del telefilm, poi una collocazione oraria astrusa: Rai 2, infatti, ha mandato in onda nel 1996 il telefilm senza alcuna campagna promozionale e scegliendo tempi sbagliati.
Oggi dopo un decennio, le serie è stata riesumata da Mediaset, con la stessa indifferenza, miopia verso un prodotto capace di uscire dalla melassa telefilmica.
Allora non ci riuscii, stavolta mi piacerebbe vedere tutta la serie!
Ci riuscirò?
Per gli irriducibili: Retequattro, domenica, h. 7:30!
che donna!!!
pure il tempo di fare il bucato trova...

ecco quella che si dice una donna in gamba;
quasi quasi le chiedo se mi porta con lei, ...magari le stiro le t-shirt! 
Rai. Di tuttI, di più.
Contrariamente a quegli spot odiosi, fastidiosi, per nulla piacevoli(quello dei calzini, cravatta&co, .., dell’auto e del parrucchiere) e che , per di più, ricordano all’abbonato RAI che c’è sempre l’abbonamento del canone da sganciare, entro la fine del mese…
a partire dal 7 gennaio, su tutti gli schermi rai ne stanno passando due decisamente più riusciti!
Gli spot in discussione andranno in onda fino al 31 gennaio e sono stati realizzati dal regista Roberto Bado' con il sottofondo musicale di Day by day interpretato da Chris Montez.
Sono venti, in tutto, i personaggi che hanno partecipato alla campagna e che si sono offerti gratuitamente come i protagonisti di questi primi due.
Tra i protagonisti di questa prima campagna ci sono, tra gli altri, Luca Barbareschi, Beppe Bigazzi, Gianfranco De Laurentis, Gabriele La Porta, Walter Nudo, Luciano Onder, Paola Perego, Enza Sampo'.
Tutti a vestire i panni dell’abbonato comune: le più riuscite sicuramente la signora Enza Sampò(che io adoro e che sarà successivamente protagonista di uno dei post di questo blog!) trasformata in cassiera di un bar, che si lima le unghie…, e nel cui bar lavora come cameriera la Ferrari, giornalista sportiva, mentre Marzullo recita bene la sua solita parte: il rincoglionito, come avventore!
Per non parlare della Perego…accidenti ma è perfetta nel ruolo di “pettineuse” !!!!
Ma anche il cuoco più modesto(sic!) della tv italiana, tal Vissani come salumiere non ci sta male! …fosse per me lo lascerei a vita dietro quel bancone!
E mentre lo speaker finale recita "Siamo insieme ogni giorno da piu' di 50 anni" a voler comunicare “il senso di appartenenza che la Rai riesce a trasmettere per sottolineare anche il ruolo fondamentale della Rai nella vita di tutti i giorni per ciascuno di noi”, la Sciarelli, in perfetto stile made in italy è in giro per le vie di una città italiana, alla ricerca del suo cane perduto,
…chiedendosi magari “chi l’ha visto?”.
la bambina delle Alpi, ovvero Heidi!
Finite la vacanze di Natale, si è ritornati a scuola; ma nelle due settimane appena trascorse tutte pigrizia&letture, un appuntamento mattutino alle 7:45, (si…l’orario biologico del risveglio è sempre quello, pure in vacanza!), mentre il caffè che brontolava nella caffettiera accompagnava la sigla della Elisabetta Viviani, e la preparazione del cappuccino e il riscaldare la nastrina nel forno, veniva rallentato inevitabilmente dallo srotolarsi di una nuova puntata…”sìììì, questa la ricordo: è quella in cui la nonna Seseman a tavola si metteva a suonare i bicchieri”(ecco cosa mi ricordava Claudio Fossati al concerto del tour acustico del padre Ivano, nell’incipit di Cartolina(Lampo Viaggiatore)!!!!.... andava a finire così che rimanevo accartocciata vicino al caminetto, fino alla fine della puntata, e così per molte mattine, anzi col desiderio di ritrovarmi davanti a quelle immagini, a quella sensazione lontana, di quando …bambina, aspettavo Heidi e una nuova puntata.
Siamo nel 1978, allora sulla Rete 1, alle 17:05(oggi su Italia1 alle 7:45) e “Alps no Shoojo Heidi”, fu il secondo cartone giapponese (anche se prodotto assieme alla Germania) trasmesso in Italia. Tratta da un classico della letteratura per l’infanzia della scrittrice svizzera Johanna Spyri, Heidi ha come protagonista una bambina orfana, che viene spedita dalla tutrice, la zia Dete, a vivere in montagna col nonno montanaro, in un paesino svizzero chiamato Mayenfeld. Anche il nonno all’inizio la tratta con indifferenza, ma poi i due diventano inseparabili. Heidi passa le sue giornate sui pascoli insieme a Peter, la pecora Fiocco di Neve, il cane Nebbia, le capre Bianchina e Diana e l’uccellino Cip.
Quando ormai per Heidi la vita sembra più serena e tranquilla, a rovinare tutto arriva zia Dete. Viene a riprendersi Heidi e la manda a studiare a Francoforte in una casa dove vive Clara, una bambina costretta su di una sedia a rotelle. Heidi le trasmette subito una gran voglia di vivere. Ma in città Heidi non è felice, ha nostagia di casa, e poi la rigida disciplina imposta dalla severissima governante, la signora (misericordia, Adelaide!!!
) Rottenmeier, le dà ai nervi.
Ma dopo un attacco di sonnambulismo, in cui viene scambiata per un fantasma, tutti si rendono conto che Heidi ha bisogno del suo ambiente riuscendo così a ritornare sui monti. Qui mantiene una fitta corrispondenza con Clara che l’estate successiva, la va a trovare. Per merito dell’aria di montagna e di una mucca che le fa prendere un grosso spavento, Clara impara a camminare, con immensa gioia del padre, la nonna e la governante che al momento che la vengono a riprendere rimangono scioccati.
La voce fresca e squillante della piccola protagonista, la doppiatrice all’ora undicenne, Francesca Guadagno, ha dato a questo personaggio una forza e una gioia che ancora oggi riescono a commuovermi, letteralmente…,mi son ritrovata a singhiozzare insieme a lei per la nostalgia dei monti e del nonno!
E poi la gioia delle piccole cose: il profumo dei prati in fiore, il volo di un’aquila, la neve copiosa, il formaggio del nonno e la stanza da letto con l’oblò, il fruscio degli abeti, la nonna di Peter e i panini bianchi….
Heidi fu il primo cartone ad avere venduto dischi della propria sigla, dando il via ad un nuovo mercato discografico:il disco con la sigla cantata da Elisabetta Viviani ebbe un successo straordinario; io ancora conservo un puzzle con soggetto Heidi, Peter, la baita, Nebbia, capre zompettanti e prati verdi; ricordo di aver posseduto anche un bambolina di gomma morbida di Heidi, …un po’ di anni fa….
ma…
…domani mattina entro a scuola alle 10:30… bene, potrò godermi un’altra puntata!
e ritornare un po’ bambina!
CRISI
Lo ricordate Samarcanda???
e Santoro prima della politica, prima di Berlusconi sceso in campo, quando tra il pubblico c’era la Martone (Simonetta), col quel suo stile finto/intellettuale, a far parlare la gente, quella che voleva dire le cose come stavano, la “piazza” degli uomini comuni insomma, soprattutto con le sue denunce????????
Siamo negli anni del crollo del muro di Berlino, di Tangentopoli, quel che si dice un vero periodo tumultuoso della vita italiana e internazionale.
Riccardo Jacona è nella redazione di questo talk storico, criticato fra l’altro di “facile e dogmatico criticismo”, insieme a (solo per citare quelli più visibili) Maurizio Mannoni, Giovanna Botteri, Maurizio Torrealta, il mitico Sandro Ruotolo!!!
E ricordando un po’ la cifra di quei servizi , di quei collegamenti in esterno, Jacona con W GLI SPOSI prima, W IL MERCATO ieri sera ci ha raccontato storie di un’Italia in piena stagnazione, storie che ci hanno reso la realtà di tante famiglie italiane, mentre l’informazione ufficiale sembra distratta da altro, anzi sembra tutta protesa ad edulcorare la realtà del nostro paese, forse mai come oggi in piena crisi, almeno negli ultimi 20 anni.![]()
2005
Il Concerto preceduto ieri dall'Anteprima, un prologo satirico di trenta minuti per lanciare il Concerto stesso, ha sapientemente rappresentato la parodia dell’evento televisivo che ogni primo dell’anno viene trasmesso da Vienna. Uno spettacolo divertente e ironico in cui tutti gli stereotipi del concerto di musica classica e dei musicisti-concertisti sono stati in qualche modo ribaltati e, bonariamente, messi in discussione.
La Banda Osiris, considerata la massima espressione in Italia della comicità nel teatro musicale composta da Sandro Berti (mandolino, trombone) Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto) Roberto Carlone (trombone, tastiere) Giancarlo Macrì (percussioni, basso-tuba), insieme con l’orchestra degli allievi del conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova, diretti dal maestro d’orchestra Antonio Tappero Merlo e con la partecipazione di Aisha Cerami come voce solista, tra viole e violini, contrabbassi e campanacci, bassi-tuba e tromboni impazziti, hanno dato vita a novanta minuti di anarchiche irriverenze, dove suoni e rumori si sono fusi, e dove, tra fughe musicali e fughe di musicisti, si sono ascoltate esecuzioni tra le più belle della storia della musica.
Contaminazione, sorpresa, parodia, hanno fatto di questo lavoro un concerto godibilissimo in cui seri musicisti, trascinati dall’estro dissacratore della Banda Osiris e trattenuti a stento da un direttore sempre più complice, scoprono di poter divertire e divertirsi dando sfogo alle loro più insane fantasie sulla musica.
Una musica che è essa stessa fonte di comicità e di imprevisti: tra una Primavera di Vivaldi(“si, quello della segreteria!”) che si fonde con Santana; una esecuzione dell’ Estate con l’orchestra agghindata da spiaggia, tra cappelli, ombrelloni, zanzare…che diventa Summertime, grazie alla voce della Cerami; o una Carmen che diventa corrida vera e propria con tanto di toro-bassotuba colpito a morte da tromboni-banderillas; o ancora l’overtoure del Guglielmo Tell concludersi in un Sirtaki!
La trasposizione di questo spettacolo in Concerto di Capodanno è avvenuto sia musicalmente, aggiungendo quindi le polke e i valzer della famiglia Strass(“padre, figlio&altri parenti!”), con i crescendo, le rullate di tamburo, i colpi di timpano… ; sia teatralmente, lavorando sull'esagerazione dei giochi/scherzi abituali di questo evento (ad esempio i colpi di fucile o i tuoni riprodotti percuotendo una lamiera) e sulla richiesta di partecipazione del pubblico (nella inevitabile Marcia di Radesky) con l’aggiunta della voce alpina! questi che hanno fornito altro materiale su cui scatenare la fantasia comica.
Le prime note del concerto risuonano nel teatro ma, dopo poche battute i quattro sgangherati solisti, mimetizzati all’interno dell’orchestra, iniziano a trascinare tutti i loro esimi colleghi sull’orlo di una follia musicale, è la Banda Osiris che contagia e si moltiplica: ha iniziato la sua "opera" e difficilmente si riuscirà a fermarla…
buon 2005 a voi tutti!![]()