"La televisione è un'invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa" David Frost
RUBRICHE

A questo punto mi dovrò prendere della komunista, perché sto per “segnalare” un’altra rubrica del tg3, insomma ancora RAI 3, o come la chiamavano una volta, Telekabul!!!
Questa volta si tratta di una delle trasmissioni Rai di divulgazione scientifica la rubrica quotidiana del TG 3: Leonardo, il primo telegiornale scientifico d'Europa, che ogni giorno ci racconta cosa succede dietro alle porte dei laboratori. Leonardo è seguita, da 1.100.000 telespettatori, con share quasi al 9%; ha sede a Torino e va in onda in diretta tutti i giorni dal lunedi al venerdi con diffusione nazionale dalle ore 14.50 alle ore 15.00.
E' una rubrica costruita come un telegiornale tematico, e questa caratteristica lo rende unico nel panorama televisivo europeo. Tra gli argomenti trattati, non solo scienza e tecnologia, ma anche salute, ambiente, economia, società. La nascita di questa rubrica evidenzia come la marginalità cui le notizie scientifiche sono relegate nei telegiornali non soddisfa la domanda crescente del pubblico verso questo ambito dell’informazione.
In una intervista di Marco Malaspina alla conduttrice Silvia Rosa Brusin, c’è tutto l’entusiasmo dell’anchor-woman della scienza in tivù:
“La nostra redazione è una redazione piccola, siamo pochi, e non abbiamo dietro una grande struttura. (…). In assoluto, la cosa che mi piace di più è uscire e andare a curiosare nei luoghi della scienza. Cioè, in pratica, fare il mio lavoro. Perché la prima molla è la curiosità personale. La curiosità di vedere qualcosa di molto importante e la voglia di raccontarlo agli altri. Dopodiché, la prima cosa che pensi è come scrivo questo, come faccio capire quest'altro, mentre gli scienziati ti raccontano a loro volta, no? Tutto questo è molto bello.
Il grande problema di Leonardo, quando è cominciato, era quello di acquistare la fiducia della comunità scientifica. Anche perché, a parte con il grande Piero Angela, che però ha sempre puntato sui temi più che sull'attualità, gli scienziati avevano un po' paura della televisione. Temevano, non a torto, che nella fretta il loro messaggio venisse male inteso. Così, i primi tempi, per dare la sensazione che eravamo in grado di parlare alla pari sia pure con una comunicazione molto veloce, ci sono scappate trasmissioni un po' pesantine... Poi, in questi ultimi anni, ho capito che la cosa veramente importante è immaginare di avere davanti a me una persona. E riuscire a raccontargli una storia che abbia a che fare con la scienza. Per aprirgli una porta su un mondo che questa persona non potrebbe mai aprire da sola. Questa, secondo me, è la funzione di un comunicatore scientifico. Noi abbiamo una fortuna immensa, che è quella di girare, incontrare persone, vedere luoghi. Luoghi dove stanno avvenendo cose che cambieranno il futuro, la nostra vita, il modo di produrre, di curare, di interpretare da dove siamo arrivati e dove andremo. E dobbiamo raccontare a chi ci guarda cosa sta succedendo.”
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Ancora la Brusin:
“Quando preparo un servizio penso a un telespettatore medio, ma interessato alla scienza, altrimenti non guarderebbe Leonardo. Non posso pretendere di catturare l'attenzione di una persona alla quale non gliene importa assolutamente niente. Magari qualche volta capita, ma solo per particolari temi. In ogni caso, comunico attraverso un mezzo che è quello che è, cioè le immagini. Un mezzo che non dà allo spettatore la possibilità di tornare indietro sulle mie parole. Un articolo di Bianucci, per esempio, nel caso ci si chieda "com'era questa cosa?" può essere riletto. Quel che dico io, invece, deve essere detto nel modo più chiaro possibile, perché una volta detto è già volato via. La televisione è un elettrodomestico acceso in un ambiente dove possono esserci persone che parlano, magari squilla il telefono… Uno spettatore medio, dunque.”
Datemi pure del telespettatore medio, ma a me la scienza di Leonardo piace!