"La televisione è un'invenzione che vi permette di farvi divertire nel vostro soggiorno da gente che non vorreste mai avere in casa" David Frost
C’era una volta Radio Capital….gif)
C’era una volta, nemmeno troppo tempo fa, una radio, la mia radio, che continua ad esistere…ma non è più la stessa!
Questa radio si chiama Radio Capital. La formula “Classici&Notizie” che l’aveva resa negli ultimi l’unica emittente nazionale a crescere costantemente, diventando un punto di riferimento soprattutto per il target 35-55, aveva portato Radio Capital dai quasi 800.000 ascoltatori della fine del 1999, ai più di 2.000.000 della fine del 2005, grazie al tocco magico di Carlo Mancini, uno dei pionieri delle radio private romane e italiane. Ma nel 2006 Mancini lascia la direzione artistica di Radio Capital, a luglio 2007 presenta le dimissioni dal Gruppo Espresso.
La Capital di Mancini era una delle pochissime radio italiane che passava il meglio della musica pop, rock e italiana degli anni ‘70/80/90, i classici insomma, quelli che non durano una stagione e via, ma gli intramontabili e soprattutto caratteristica della vecchia Capital, che la differenziava dalle altre emittenti nazionali, era l’inserimento in playlist di brani molto lunghi, fino a 10 minuti, molto spesso tratti dal repertorio del progressive rock, gruppi come Genesis, Pink Floyd venivano trasmessi a cadenza quasi quotidiana, spaziando dai loro classici fino a brani meno conosciuti, a volte in versioni live e non necessariamente la scelta era limitata a brani ritenuti più radiofonici (per via della loro durata o perché più famosi) ma anche tra quelli meno conosciuti o che le altre radio tendono ad evitare per motivi di tempo. In mezzo ai cosiddetti classici, venivano trasmessi anche brani recenti e presenti nelle classifiche, i cosiddetti “classici di domani” che però venivano centellinati proprio per non creare quell’effetto martellamento tipico di tutte le radio commerciali.
Le notizie erano affidate alla nutrita redazione di Capital News, presidiata da Vittorio Zucconi.
Finita l’era Mancini è cominciata quella Linus, e li..lo scatafascio!
Il Pasquale Di Molfetta ha deciso che la vecchia Capital, adorata dai 35/40enni, deve diventare la nuova DeeJay per i 50enni. E ha iniziato l’opera di smantellamento proprio subito dopo la nomina a direttore artistico della radio nell’aprile 2007.
“L’intenzione è spostare il target della radio verso un ascoltatore 40-50enne, visto che gli ascoltatori fino ai 35 anni, gli young adults che un tempo erano il core target di Capital, sono ormai presidiati da Radio Deejay. Io sono per una radio di parola, dove la musica sia di contorno”. professa il neo-direttore e così ha buttato alle ortiche l’amore della maggior parte dei fedelissimi della radio, me inclusa, cambiando la formula dell’emittente, aumentando gli interventi parlati dei dj; la programmazione di Radio Capital ha iniziato a prediligere i brani presenti nelle varie classifiche, a scapito dei classici degli anni 70/80/90, che in passato occupavano un ruolo predominante e ne costituivano il tratto peculiare.
Ma con un vero karakiri Linus che fa? chiude le trasmissioni migliori, Area Protetta di Sergio Mancinelli e Capital Groove Master di Gegè Telesforo, scatenando la disapprovazione di tanti fan delusi e maltrattati. Il 29 Giugno 2007 è andata in onda l’ultima puntata di Area protetta… miti e leggende della musica rock, condotto da Sergio Mancinelli, che andava a cercare negli archivi della musica rock, trasmettendo gruppi poco conosciuti oppure i brani più ricercati, o versioni alternative, di gruppi famosi. Sergio Mancinelli “proteggeva” i dischi (i 33 giri) in via di estinzione spesso aiutato dal pubblico che gli indicava cosa proteggere.
Incredibile la versione itinerante del programma dal nome “Area Protetta in Tour“, trasmettendo in palazzetti davanti a centinaia di persone e, addirittura quella in cui Sergio, con un pool scelto di collaboratori, andava a casa degli ascoltatori, allestiva una radio magari sul tavolo della cucina o in soggiorno, e da li mandava in onda i dischi dell’ascoltatore ospitante!
Da maggio il palinsesto ha subito una radicale rivoluzione, rendendo l’emittente del tutto simile alle altre radio nazionali in quanto privata della sua principale caratteristica, ossia una radio che proponesse buona musica, senza alcuna limitazione di genere e durata, e i cui interventi parlati fossero brevi e concisi. In passato i dj si limitavano ad annunciare le canzoni, nel frattempo venivano letti i messaggi degli ascoltatori, creando una sorta di comunicazione diretta col pubblico. Ultimamente invece i dj si occupavano di commentare, tra un brano e l’altro, notizie recuperate da internet, trascurando completamente gli ascoltatori.
I fans delusi e amareggiati si sono riuniti in forum e blog(Musicaprotetta) e hanno promosso una petizione on line per chiederne la riapertura e l’invio di mail di protesta al direttore Vittorio Zucconi, che però non ha espresso opinioni sulla questione e per esprimere il loro enorme disappunto verso la nuova direzione e in particolare verso Linus, dato che il blog del dj censura sistematicamente ogni post di critica e il forum ufficiale della radio è stato reso inutilizzabile a causa di una censura per zittire le numerosi voci contrarie alla svolta artistica di Linus.
Area Protetta è “sopravvissuta” su Rockol, ma in forma scritta e non musicale.
La nuova linea editoriale scelta dal nuovo direttore artistico, per il network romano non ha fatto altro che imporre un adeguamento al format degli altri network nazionali e a quella tendenza omologante che ha impoverito e appiattito l’offerta musicale e culturale di una delle radio più belle dell’ultimo ventennio.
Ridatemi la mia Capital!…Benny ti presento Betty, Capital Groove Master, Capital Nightfly, Capital Live Time, Capital Music Box, Music Club, Drivin’, Area Protetta …e riprendetevi Guido Bagatta!!!
p.s. forse qualcuno, un po' più attento, si è accorto che il link del blog di Linus che campeggiava in alto a sinistra non c'è più....
e ti vorrei vedere!!!!!!
Vittorio Corona (... non solo Fabrizio!)
Sono in spiaggia e sfoglio svogliatamente Vanity Fair, mi sono riempita gli occhi delle belle foto di eva herzigova neo mamma(è il num.30 - 2 agosto 2007) e gironzolo tra le pagine in cerca di qualcosa di vagamente interessante...ma il sole picchia e la voglia di lettura è scarsa; a pag 29 compare l'ennesimo spazio dedicato a Fabrizio Corona, l'"eroe" di Vallettopoli. L'argomento non mi interessa affatto, ma tant'è... una cosa vale l'altra e...
"Inutile pronunciarsi ancora su Fabrizio Corona: ogni giudizio negativo su di lui rischia di essere conformista, e snobistico ogni parere positivo.(...) Fabrizio è figlio di Vittorio Corona, noto giornalista...."
COSAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA???...resto sconvolta, interdetta, basita.
Quel tizio che ha monopolizzato per mesi l'opinione pubblica italiana per uno dei classici scandali all'italiana, colui che smaschererà il sistema italia, quello che s'atteggia a superman delle nuove generazioni cresciute a palestra, uomini&donne e lucignolo...lui proprio lui è figlio del direttore Vittorio Corona?????????!!!!!!!!!??????????????
Tra la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90 l'unica rivista femminile , di costume, attualità, moda che io leggevo era MODA, il cui direttore era stato appunto Vittorio Corona (dall' '83 al '92); non era solo una semplice rivista...come un Vanity Fair d'oggi per intenderci, ma per me era la Bibbia e gli editoriali di Corona erano uno degli appuntamenti fissi. Tanto per farvi capire...in uno scatolone, quest'estate riesumato, conservo gelosamente tutti i numeri della rivista da me amata e a sfogliarne le pagine e a rileggerne i contenuti e lo stile, apprezzarne la qualità della fotografia...sembra che questi 15 anni trascorsi dal quel numero 100, l'ultimo della direzione Corona, non siano affatto trascorsi ma anzi che la rivista stessa avesse quel linguaggio grafico e verbale irriverente e giovanile, in grado di rompere molti schemi editoriali tipici di quel periodo.

Mi riprendo dall shock e appena a casa inizio la mia ricerca sulle tracce ormai perse da troppo del mio Direttore. Ma la delusione prima e la tristezza dopo mi diranno, rovistando nel mare magnum di Google, che alla voce "Corona Vittorio" ...usciranno badilate di cazzate immani riguardanti il figliolo famoso, per la suddetta inchiesta e, nulla o quasi sulla fantasmagorica esperienza editoriale di quel giornalista catanese, trapiantato a Milano.
Corona ebbe il merito di curare per la casa editrice NUOVA ERI la fondazione dei mensili MODA e KING, e di creare la trasmissione televisiva “Moda” in onda su Rai due, legata ovviamente ai temi della rivista.
Nel '93 assunto dalla Fininvest progetta un nuovo telegiornale che sarebbe dovuto andare in onda su Italia1. L'idea di Corona era di cambiare completamente stile rispetto ai tg tradizionali, voleva trasformare questo spazio istituzionale in un ambiente aperto, interattivo, democratico, in cui il pubblico poteva irrompere sulla scena. Il progetto durò poche settimane perché Corona si dimise per contrasti con Silvio Berlusconi che in quel periodo iniziava a pianificare l'ingresso in politica.
Tutti sappiamo cosa è diventato con gli anni StudioAperto!
Nel '94 diventa art director e successivamente vicedirettore nella nuova testata La Voce, introducendovi lo strumento del fotomontaggio al computer. L'ultima direzione è stata quella del periodico Mondadori Star Tv.
Vittorio Corona, muore nel gennaio di quest'anno a soli 59 anni e solo 2 mesi prima dell'arresto del discusso figlio.
